Può il marketing essere ethos?

Il marketing è una disciplina, una scienza: non può decidere se essere etico o no. La parte etica è strettamente legata al professionista e ogni persona ha la facoltà di decidere se attuare o no determinate strategie che siano corrette o non corrette.

Dal punto di vista del Personal Branding o della Corporate Identity di un’azienda poter vantare il non utilizzo di tecniche di dirty marketing è già un valore aggiunto, che fa la differenza per chi si occupa di marketing o pensa di farlo. È segno della volontà di portare le professioni del marketing ad un altissimo livello di eccellenza.

In Italia uno dei maggiori esponenti di marketing è Emmanuele Macaluso ed ha redatto il “Manifesto del Marketing Etico”, basato sull’idea di dare delle indicazioni concrete e su misura per i marketer su come comportarsi in modo corretto nel rispetto del mercato e dei consumatori. Riassumendo in tre punti principali si ha che i marketer che aderiscono al manifesto devono:

 

  1. Svolgere il proprio incarico a seconda delle proprie competenze e delle conoscenze acquisite nel percorso di studi o da esperienze precedenti, rispettando l’etica universalmente riconosciuta nei confronti della concorrenza e dei clienti;
  2. Impegnarsi a non indurre nell’inconscio del consumatore bisogni non primari;
  3. Non divulgare informazioni mendaci; dati e notizie devono essere vere, corrette e senza alterazioni.

 

Il marketing etico è, quindi, una filosofia che abbraccia tutte le attività messe in atto dalle aziende che mira a promuovere l’onestà, la trasparenza, la responsabilità e la veridicità delle informazioni trasmesse ed utilizzate nelle varie azioni strategiche. In pratica vuol dire che per fare marketing etico bisogna aggiunge agli obiettivi della propria azienda i valori etici imprescindibili.

Se fare Marketing significa trovare e soddisfare i bisogni delle parti, fare Marketing Etico significa farlo migliorando il mondo.

 

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